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Protesi d'Anca

DR MATTIA CHIRICO ORTOPEDICO

Tornare a camminare senza dolore

La protesi d’anca rappresenta uno degli interventi più efficaci della chirurgia ortopedica moderna. Quando il dolore diventa costante, limita il cammino, il riposo o le normali attività quotidiane, la sostituzione dell’articolazione può consentire di recuperare mobilità, autonomia e qualità di vita.
Oggi, grazie all’evoluzione delle tecniche chirurgiche, dei materiali e dei protocolli riabilitativi, l’intervento è sempre più preciso, personalizzato e permette nella maggior parte dei pazienti un recupero rapido e duraturo.

Quando è necessario l'intervento?

L’intervento di protesi d’anca viene preso in considerazione quando il dolore non risponde più alle terapie conservative, come farmaci, fisioterapia o infiltrazioni, e limita significativamente la vita quotidiana.

Le principali indicazioni sono:

Artrosi dell'anca (coxartrosi)

Necrosi della testa del femore

Artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie

Esiti di fratture del collo del femore

Artrosi post-traumatica

Alcune deformità congenite dell'anca

L'indicazione all'intervento non dipende soltanto dalla radiografia, ma soprattutto dall'impatto che il dolore ha sulla qualità della vita del paziente.

Cos'è una protesi d'anca?

La protesi d’anca sostituisce le superfici articolari consumate con componenti artificiali progettate per riprodurre il più fedelmente possibile il funzionamento dell’articolazione naturale.
L’impianto è costituito da tre elementi principali:

Il cotile, che sostituisce la parte del bacino;

L'inserto, alloggiato all'interno del cotile;

Lo stelo femorale, inserito nel femore e collegato alla testa protesica.

Ogni impianto viene scelto e dimensionato in base all’anatomia del paziente, alla qualità dell’osso, all’età e al livello di attività.

Materiali di ultima generazione

Le moderne protesi sono costruite con materiali altamente biocompatibili, studiati per garantire stabilità, lunga durata e minima usura.
I principali materiali utilizzati sono:

Titanio, che favorisce l'integrazione biologica con l'osso;

Leghe di cobalto-cromo, estremamente resistenti;

Ceramica, caratterizzata da una superficie molto liscia e da un bassissimo attrito;

Polietilene altamente reticolato (Highly Cross-Linked Polyethylene), che ha ridotto in modo significativo l'usura rispetto ai materiali utilizzati in passato.

La scelta dei materiali viene personalizzata per ogni paziente e rappresenta uno degli aspetti più importanti nella pianificazione dell’intervento.

Tribologia: perché è così importante?

Un concetto fondamentale della moderna chirurgia protesica è la tribologia, ovvero la scienza che studia l’attrito, la lubrificazione e l’usura tra due superfici in movimento.
Nel caso della protesi d’anca, una buona tribologia significa:

Minore usura dell'impianto;

Maggiore durata della protesi;

Minore produzione di particelle di usura;

Riduzione del rischio di interventi di revisione nel tempo.

Per questo motivo la scelta dei materiali non è casuale, ma rappresenta una decisione fondamentale per ottenere il miglior risultato possibile.

Gli accoppiamenti protesici

Le superfici che scorrono tra loro possono essere realizzate con materiali differenti. Ogni combinazione presenta caratteristiche specifiche.

Ceramica su polietilene

È oggi uno degli accoppiamenti più utilizzati nel mondo. Offre un eccellente equilibrio tra durata, affidabilità e ridotta usura, risultando adatto alla maggior parte dei pazienti.

Ceramica su ceramica

Garantisce un'usura estremamente bassa ed è particolarmente indicata nei pazienti giovani e molto attivi. Richiede però un corretto posizionamento dell'impianto e un'attenta selezione del paziente.

Metallo su polietilene

Continua a rappresentare una soluzione affidabile in numerose situazioni cliniche, grazie ai molti anni di esperienza e agli ottimi risultati documentati.

La scelta dell'accoppiamento dipende da molteplici fattori e viene sempre personalizzata durante la pianificazione preoperatoria.

Come si svolge l'intervento?

L’intervento viene eseguito generalmente in anestesia spinale e dura circa un’ora.
Attraverso un accesso chirurgico selezionato in base alle caratteristiche del paziente, vengono rimosse le superfici articolari consumate e sostituite con le componenti protesiche.
Oggi l’obiettivo non è semplicemente impiantare una protesi, ma ricostruire il più fedelmente possibile la biomeccanica dell’anca, garantendo stabilità, lunghezza dell’arto e corretta tensione muscolare.
Nella maggior parte dei casi il paziente si alza e inizia a camminare già poche ore dopo l’intervento.

Quanto dura una protesi?

Grazie ai materiali di ultima generazione e ai continui progressi della chirurgia, oggi una protesi d’anca può durare oltre 20 anni e, in molti pazienti, anche più a lungo.
La sua longevità dipende da numerosi fattori

Qualità dell'impianto;

Precisione del posizionamento;

Materiali utilizzati;

Età del paziente;

Livello di attività fisica;

Qualità dell'osso.

Recupero e ritorno alle attività

Il recupero inizia già nelle prime ore dopo l’intervento.
Generalmente:

la deambulazione viene ripresa il giorno stesso o il giorno successivo;

dopo poche settimane si recupera una buona autonomia;

entro due o tre mesi la maggior parte dei pazienti torna alle normali attività quotidiane.

La fisioterapia rappresenta una parte fondamentale del percorso e viene personalizzata per consentire il recupero della forza muscolare, dell’equilibrio e della mobilità articolare.

Ogni paziente è diverso

Non esiste una protesi migliore in assoluto.

Esiste la protesi più adatta a quello specifico paziente.

Per questo motivo ogni intervento viene pianificato in modo personalizzato, scegliendo il tipo di impianto, i materiali e gli accoppiamenti più idonei in base all'età, alla qualità ossea, al livello di attività fisica e alle aspettative funzionali.

L'obiettivo è ottenere un'articolazione stabile, naturale e duratura, permettendo al paziente di tornare a vivere senza il dolore che l'anca artrosica comportava.

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